Cosa trovi nel bicchiere quando apri una bottiglia di Vietti
Il primo sorso di un Barolo Vietti ha qualcosa di preciso. Non è vino che cerca di impressionarti con la potenza bruta. È vino che ti parla di un posto specifico: senti il frutto rosso maturo, poi quella spinta acida che ti fa venire voglia di mangiare qualcosa, poi il tannino - presente, austero, ma mai aggressivo. È un'architettura riconoscibile.
Quello che colpisce noi ogni volta che ci ritroviamo un loro Barolo in mano è la coerenza. Non importa se stai bevendo il Castiglione - il loro ingresso nel mondo del Barolo - o uno dei cru storici come Rocche di Castiglione o Brunate: c'è sempre una firma stilistica chiara. I vini respirano, hanno acidità viva, tannini che con il tempo si setaciano ma non scompaiono mai del tutto.
Il loro approccio in cantina segue la tradizione delle Langhe senza irrigidirsi in essa. I Barolo fanno il loro percorso in grandi botti di rovere, i tempi non vengono accelerati per compiacere mercati che vogliono vini pronti subito. Il risultato è che le bottiglie giovani possono sembrare chiuse, quasi timide. Ma se hai pazienza - anche solo stappare con qualche ora di anticipo o usare una caraffa - quello che ti aspetta vale l'attesa.
Per chi vuole capire come si posiziona il loro stile nel panorama generale del Barolo, può essere utile avere anche una visione più ampia della denominazione: la nostra guida completa al Barolo è un buon punto di riferimento per non perdersi tra le varie correnti produttive.
Chi è Vietti: la famiglia, la storia, la svolta americana
Vietti nasce a Castiglione Falletto, uno dei comuni del Barolo, e ha radici che risalgono alla fine dell'Ottocento. Per decenni è stata una cantina familiare nel senso pieno del termine: piccola, legata al territorio, conosciuta soprattutto tra chi frequentava le Langhe. È con Alfredo Currado, entrato in famiglia sposando Luciana Vietti, che la cantina inizia a costruire una reputazione più solida e a imbottigliare cru separati quando quasi nessuno lo faceva ancora.
Luca Currado, figlio di Alfredo, ha preso in mano la produzione e ha continuato su quella strada. È lui il volto pubblico di Vietti negli ultimi decenni: un uomo che parla di vino con la stessa familiarità con cui altri parlano del loro quartiere. La moglie Elena, americana, ha contribuito ad aprire i mercati esteri, soprattutto quello statunitense, dove Vietti ha una presenza importante.
Nel 2016 la proprietà è cambiata. La cantina è stata acquisita dal gruppo americano Krause Holdings - gli stessi che possiedono il circuito automobilistico di Indianapolis. Un passaggio che ha fatto discutere, come sempre succede quando un nome storico passa di mano. Quello che possiamo dire è che, almeno nel bicchiere, il cambiamento non ha stravolta la direzione. Luca Currado è rimasto a guidare la produzione, e i vini continuano a esprimere lo stile che li aveva resi celebri.
Oggi la cantina lavora su più denominazioni: Barolo, Barbaresco, Barbera d'Asti, Roero Arneis, Moscato d'Asti. Ma il cuore di tutto resta il Barolo, e restano i cru di Castiglione Falletto.
I vigneti: da Castiglione Falletto ai cru più famosi
Vietti non ha una vigna sola. Lavora su appezzamenti distribuiti nei comuni chiave del Barolo: Castiglione Falletto, La Morra, Barolo, Serralunga d'Alba. Ogni posto ha le sue caratteristiche, e Vietti le rispetta abbastanza da non mischiare tutto in un blend unico quando non è necessario.
Il cru Rocche di Castiglione è probabilmente il loro più celebre. La vigna è sul versante di Castiglione Falletto, su suoli di Tortonian - sabbie e marne calcaree che tendono a dare vini eleganti, con grande finezza aromatica. È un Barolo che non ti sopraffà mai, ma che ti tiene compagnia per ore nel bicchiere senza stancarti.
Poi c'è Brunate, sul confine tra La Morra e Barolo, dove la componente argillosa del suolo porta più corpo e un frutto più carnoso. E Lazzarito, a Serralunga, su suoli Elvetiani - più compatti, più poveri - che producono Barolo muscolari, che richiedono anni di bottiglia prima di aprirsi davvero.
Questa varietà di fondi e di esposizioni fa sì che seguire Vietti su più annate sia quasi un corso accelerato di geologia delle Langhe. Noi ci ritroviamo spesso a fare confronti tra i loro cru per capire come lo stesso produttore, con lo stesso approccio, possa uscire con vini così diversi tra loro. Se ti interessa capire quale annata scegliere per ognuno di questi cru, la nostra pagina sulle migliori annate del Barolo può aiutarti a orientarti senza perderti.
Da dove si comincia: la scaletta dei vini Vietti per chi parte da zero
Se non hai mai bevuto Vietti e vuoi capire cosa fa questa cantina senza impegnarti subito sui cru più seri, la risposta è il Barolo Castiglione. È il loro Barolo base - un blend di vigne diverse su più comuni - e costa decisamente meno dei single vineyard. Non è un ripiego: è un vino fatto bene, che mostra già lo stile della cantina. Puoi trovarlo su Vinatis o su 8wines, dove la selezione di vini italiani è abbastanza ampia da includerlo quasi sempre in assortimento.
Il passo successivo, se ti è piaciuto, sono i cru. Rocche di Castiglione è spesso quello da cui noi consigliamo di passare: ha la maggiore leggibilità, anche da giovane è comunicativo, e il prezzo - pur collocandosi nella fascia alta - è ancora gestibile rispetto ai Barolo di punta di altri produttori altrettanto blasonati.
Per chi invece vuole subito l'esperienza più estrema - aspettando che il vino sia pronto - Lazzarito è la scelta. Ma mettiti in testa che una bottiglia giovane di Lazzarito può sembrare quasi muta. Vai su annate con qualche anno di bottiglia alle spalle, o mettila in cantina e aspetta. È uno di quei vini per cui la pazienza non è una virtù opzionale.
Al di fuori del Barolo, il Barbera d'Asti Tre Vigne è una bella sorpresa per chi non se l'aspetta: frutto pieno, acidità vivace, beva quasi irresistibile. Lo berresti in qualsiasi occasione, dal pranzo della domenica a una serata senza cerimonie. È anche un ottimo modo per avvicinarsi alla cantina senza stressare il portafoglio.
Come abbinare i vini Vietti: cosa funziona davvero a tavola
Con il Barolo Castiglione, tieni la rotta sui classici: tajarin al ragù, risotto con la salsiccia, arrosti di vitello. Sono abbinamenti che non sorprendono nessuno perché funzionano sempre, e funzionano perché l'acidità del Nebbiolo taglia il grasso dei condimenti e lascia tutto più pulito in bocca.
I cru vogliono qualcosa di più serio. Rocche di Castiglione con la finanziera piemontese è uno degli abbinamenti più soddisfacenti che noi abbiamo provato: il vino ha abbastanza struttura da reggere la complessità del piatto, ma non è così pesante da coprirla. Brunate con uno stracotto, con una cottura lunga, è un'altra combinazione che vale la pena fare almeno una volta nella vita.
Il Lazzarito, se lo apri su un formaggio stagionato come il Castelmagno, può farti ricredere su quanto può durare una bottiglia nel tempo. La grassezza del formaggio addomestica il tannino, e il vino sprigiona complessità che nei primi anni di vita teneva nascosta. Non è necessariamente il primo abbinamento che viene in mente, ma è quello che ti rimane.
Per il Barbera, invece, dimenticati la cerimonia. Funziona con quasi tutto: pizza, pasta al pomodoro, salumi affettati sul tagliere. È il vino che vuoi avere in casa quando non sai ancora cosa stai per mangiare. La sua acidità naturalmente elevata lo rende versatile in modo quasi ingiusto rispetto alla sua fascia di prezzo.
Vietti oggi: dove comprarla e cosa aspettarsi di spendere
Trovare Vietti non è complicato se sai dove guardare. Le enoteche fisiche nelle grandi città la tengono quasi sempre, soprattutto per il Barolo Castiglione. Più difficile reperire i cru in quantità, perché le produzioni sono limitate e la domanda è alta, soprattutto dall'estero.
Online, sia Vinatis che 8wines hanno spesso i loro vini in catalogo. Vinatis in particolare ha una buona copertura delle annate, e puoi trovare bottiglie con qualche anno sulle spalle - cosa utile soprattutto se vuoi provare i cru senza aspettare che la bottiglia nuova si apra. Vale la pena controllare entrambe le piattaforme perché la disponibilità cambia spesso.
Sul fronte dei prezzi: il Barbera e il Castiglione stanno nella fascia accessibile per la categoria, i cru si posizionano nella fascia alta del Barolo senza però arrivare alle cifre dei produttori più speculativi. Non sono vini da comprare per investimento - o meglio, non è questo il motivo giusto per berli. Sono vini da aprire, da aspettare nella propria cantina, da condividere quando l'occasione lo merita.
Una nota pratica: se compri bottiglie giovani dei cru, metti in conto almeno una decina di anni di cantina se vuoi berle nel punto in cui esprimono il meglio. Vietti non fa vini da aprire subito e dimenticare la sera stessa. E questo, per noi, è esattamente quello che li rende interessanti nel lungo periodo.
Domande frequenti
Vietti è adatta per chi si avvicina per la prima volta al Barolo?
Sì, a patto di scegliere il punto di ingresso giusto. Il Barolo Castiglione è pensato per essere più accessibile dei cru: mostra lo stile della cantina senza richiedere anni di bottiglia o conoscenza approfondita della denominazione.
Quali sono le differenze tra i cru Rocche di Castiglione, Brunate e Lazzarito?
Rocche è il più elegante e leggibile anche da giovane. Brunate è più carnoso e pieno. Lazzarito è il più austero dei tre, quello che ha bisogno di più tempo in bottiglia prima di aprirsi. Tre caratteri diversi che nascono dalla geologia dei rispettivi vigneti.
Vietti è ancora una cantina 'tradizionale' dopo il cambio di proprietà del 2016?
Il passaggio a Krause Holdings ha fatto discutere, ma Luca Currado è rimasto alla guida della produzione. Lo stile nei bicchieri non ha cambiato direzione in modo percepibile: grandi botti, tempi lunghi, Nebbiolo che parla prima del legno.
Quanto tempo devo aspettare prima di aprire un Barolo Vietti?
Per il Castiglione, cinque o sei anni dall'annata sono già un buon punto. Per i cru - soprattutto Lazzarito - il tempo ideale si allunga considerevolmente. In ogni caso, anche aprendo una bottiglia giovane, almeno due ore di caraffa fanno una differenza evidente.
Vietti produce solo Barolo?
No. La cantina lavora anche su Barbaresco, Barbera d'Asti, Roero Arneis e Moscato d'Asti. Il Barbera Tre Vigne è spesso la scoperta più gradita per chi visita la cantina senza aspettarselo: frutto pieno, acidità alta, beva immediata.