Chi è Masi Agricola e perché se ne parla tanto

Masi conta la propria storia dal 1772, quando il giovane Giobatta Boscaini vendemmia per la prima volta nel Vaio dei Masi, una valletta della Valpolicella Classica. Da quel vaio viene il nome. Da lì il nome, e da lì un percorso che nel tempo ha portato la famiglia Boscaini a costruire una delle cantine più riconoscibili d'Italia. Non è marketing: è una storia fatta di scelte agronomiche precise, di anni in cui la Valpolicella era ancora una denominazione poco conosciuta fuori dai confini regionali.

Quello che distingue Masi dagli altri grandi nomi del Veneto è l'investimento costante nella ricerca. Hanno una divisione interna dedicata allo studio delle uve autoctone - Corvina, Corvinone, Rondinella, Molinara, Oseleta - e hanno contribuito in modo concreto a definire come si fa l'appassimento moderno. Non stiamo parlando di comunicati stampa: ci sono pubblicazioni tecniche che portano la loro firma, e un gruppo di ricerca interno che l'azienda mantiene da decenni.

Detto questo, Masi è anche un produttore di scala. Gestiscono tenute non solo in Valpolicella ma anche in Toscana, in Friuli e in Argentina. Questo può far drizzare le antenne a chi diffida dei grandi gruppi - ed è legittimo. Ma la gamma veneta, quella storica, mantiene un livello qualitativo che merita attenzione separata rispetto alle altre etichette. È su quella che ci concentriamo qui.

Se vuoi capire meglio il panorama dei produttori che lavorano su questo vino, la nostra guida sui produttori di Amarone più interessanti ti dà un quadro più ampio per confrontare.

L'Amarone di Masi: cosa aspettarsi nel bicchiere

Il Masi Costasera Amarone della Valpolicella Classico è probabilmente la bottiglia con cui molti di noi si sono avvicinati per la prima volta a questo vino. E c'è un motivo preciso: è un Amarone accessibile nel senso più nobile del termine, cioè leggibile anche per chi non ha anni di degustazione alle spalle, ma abbastanza complesso da non annoiare chi li ha.

Al naso trovi ciliegia sotto spirito, cacao, un accenno di tabacco e spezie scure - pepe, chiodi di garofano. Non è un bouquet timido. In bocca la struttura è importante, i tannini ci sono ma non aggrediscono, e il finale è lungo, con una nota amaricante che è esattamente quella che dà il nome al vino. Noi l'abbiamo bevuto diverse volte in abbinamento con selvaggina e brasati, e ogni volta ha fatto la sua parte senza deludere.

Il Campolongo di Torbe è un'altra storia. È un cru - viene da un singolo vigneto in posizione elevata - e si sente. Più verticale, più minerale, con un'acidità che dà longevità. È il tipo di bottiglia che metti in cantina e dimentichi per qualche anno, poi la apri in una sera speciale e capisci perché valeva l'attesa. La gradazione alcolica degli Amarone Masi si colloca tipicamente intorno ai 15-17 gradi, in linea con il disciplinare che impone un minimo e seleziona uve appassite per almeno 90 giorni.

Per chi vuole orientarsi meglio su questa denominazione, la nostra guida all'Amarone della Valpolicella spiega tutto quello che serve sapere - dalle uve al processo di appassimento, dai vigneti al bicchiere giusto.

Il Ripasso Masi: il vino quotidiano che non si scusa di niente

Il Brolo Campofiorin Oro è la bottiglia di Masi che finisce più spesso nei nostri calici durante la settimana. E c'è una ragione semplice: è un Ripasso che non si vergogna di quello che è. Non cerca di imitare l'Amarone, non si gonfia artificialmente. Ha una personalità propria, fatta di frutta rossa matura, un tocco di vaniglia dal legno, e una struttura che regge bene anche una bistecca al sangue o un piatto di pasta con il ragù.

Il metodo Ripasso prevede che il vino base della Valpolicella venga rimesso a contatto con le vinacce dell'Amarone dopo la pigiatura. Masi sostiene di aver contribuito a codificare e diffondere questo metodo, e non è una vanteria campata in aria - c'è documentazione storica che li collega alle prime sperimentazioni sistematiche. Il risultato nel bicchiere è un vino con più corpo e complessità del Valpolicella base, ma con una facilità di beva che l'Amarone non ha.

Il prezzo si colloca in una fascia intermedia - più accessibile dell'Amarone ma con qualcosa in più rispetto a un Valpolicella semplice. Su piattaforme come Vino.com trovi spesso diverse annate disponibili, il che aiuta a capire come il vino evolve nel tempo. Se hai curiosità sul confronto tra i due vini, abbiamo scritto un pezzo specifico su Amarone vs Ripasso che chiarisce le differenze una volta per tutte.

Da non sottovalutare anche il Campofiorin, che tecnicamente non è un Ripasso DOC ma usa una tecnica simile su uve selezionate. È la bottiglia d'ingresso della gamma, quella che puoi portare a cena senza pensarci troppo e che raramente delude.

Le altre etichette: cosa c'è oltre i vini più famosi

Masi non è solo Amarone e Ripasso. Nella loro gamma veneta ci sono vini che meritano attenzione e che spesso restano nell'ombra perché il nome delle due grandi etichette prende tutto lo spazio. Il Masianco, per esempio, è un bianco prodotto con Pinot Grigio e Verduzzo appassito - una combinazione insolita che dà un vino aromatico, con una nota mielata discreta e una freschezza che lo rende ottimo con i crostacei o un antipasto di pesce affumicato.

Poi c'è l'Osar, un monovitigno da Oseleta. L'Oseleta è un'uva quasi scomparsa, recuperata grazie anche al lavoro di Masi negli anni Ottanta. Il vino che ne esce è austero, tannico, con una acidità che spinge forte. Non è per tutti i palati e non è per tutte le serate, ma se ti piacciono i rossi che richiedono attenzione, questo è uno di quelli che non dimentichi facilmente.

Il Serego Alighieri è un capitolo a parte. Si tratta di una collaborazione con la famiglia Alighieri, discendenti di Dante, che possiede vigneti storici in Valpolicella. I vini di questa linea - tra cui un Amarone e un Recioto - hanno un carattere leggermente diverso, più raffinato e meno immediato. Se sei curioso di esplorare i vini veneti in senso più ampio, la nostra sezione sui vini del Veneto ti aiuta a capire il contesto territoriale di queste produzioni.

Vale anche la pena menzionare il Rosa dei Masi, un rosato da Refosco che nella stagione calda funziona benissimo. Non è un vino da meditazione, è un vino da terrazza, da aperitivo prolungato, da pizza napoletana. Lo dicono con chiarezza anche loro, e apprezzo la coerenza.

Come si beve e con cosa si abbina: la parte concreta

L'Amarone di Masi ha bisogno di respiro. Non è un consiglio da sommelier snob: è una questione pratica. Se apri la bottiglia e versi subito, trovi un vino chiuso, quasi burbero. Dagli almeno un'ora in caraffa - noi spesso lo apriamo nel primo pomeriggio se lo vogliamo a cena - e ti ritrovi un vino completamente diverso, più generoso, più disponibile. La temperatura ideale è intorno ai 18 gradi, non di più.

Con cosa abbinarlo? La risposta facile è la selvaggina e i brasati, e funziona davvero. Ma ci sono abbinamenti meno ovvi che vale la pena provare. Un Amarone giovane con un formaggio erborinato stagionato - Gorgonzola DOP, Roquefort - crea un contrasto bellissimo tra la dolcezza del vino e la piccantezza del formaggio. Un Amarone con qualche anno sulle spalle va benissimo anche da solo, a fine pasto, come si faceva un tempo.

Il Ripasso è molto più flessibile. Pasta al ragù di cinghiale, tagliatelle al ragù classico, costine di maiale al forno. Ma funziona anche con un hamburger di qualità, o con una pizza con ingredienti importanti. È il tipo di vino che non ti mette in difficoltà. Servilo intorno ai 16-17 gradi.

Per acquistare online, oltre a Vino.com, anche Svinando ha spesso proposte interessanti sulla gamma Masi, con possibilità di trovare annate diverse e qualche offerta su confezioni multiple. Vale la pena confrontare prima di comprare, perché i prezzi variano abbastanza tra rivenditori.

Annate e longevità: quando aprire e quando aspettare

Una domanda che sentiamo spesso è: devo aspettare prima di bere un Amarone di Masi, o posso aprirlo subito? La risposta dipende molto dall'etichetta e dall'annata. Il Costasera è concepito per essere bevuto entro un arco temporale ragionevole dall'acquisto - non ha bisogno di decenni in cantina per esprimersi. Già dopo quattro o cinque anni dall'annata è in una fase piacevolissima.

Il Campolongo di Torbe e il Vaio Armaron, invece, sono vini da lunga guardia. Comprarli giovani e aprirli subito non è un errore irreparabile, ma è come leggere un libro saltando metà dei capitoli. Li abbiamo assaggiati su annate con quindici anni alle spalle e avevano ancora un'energia che sorprendeva. Con un Amarone del genere, la pazienza viene ripagata.

Tra le annate più citate dagli appassionati per la Valpolicella classica ci sono il 2016 e il 2017, anni con condizioni climatiche diverse ma entrambi di alto livello. Il 2015 è stato caldo e ha prodotto vini molto concentrati. Il 2018 è stato più fresco e ha dato vini più eleganti. Queste differenze si sentono chiaramente nel bicchiere, ed è uno dei motivi per cui vale la pena tenere più annate in casa quando possibile.

Per il Ripasso il discorso è diverso: il vino è pensato per essere bevuto giovane o al massimo entro qualche anno. Non è un vino da invecchiamento lungo, e insistere in quella direzione di solito non porta benefici evidenti. Goditi la frutta, goditi la freschezza, non aspettare troppo.

Vale davvero i soldi? Una valutazione onesta

È la domanda che alla fine conta. Masi è un grande nome, una cantina che esporta nel mondo, con un'immagine costruita in decenni. Tutto questo si paga? In parte sì, e sarebbe disonesto negarlo. Ma la domanda vera è: il contenuto della bottiglia giustifica il prezzo rispetto ad alternative comparabili?

Per l'Amarone Costasera la risposta è sì, con qualche riserva. È un vino solido, riconoscibile, bevibile senza necessità di conoscenze tecniche avanzate. Non è il più emozionante della denominazione, ma è affidabile come pochi. Se stai portando una bottiglia a qualcuno che non conosce l'Amarone, questa è una scelta difficile da sbagliare. I prezzi si collocano in una fascia media per la denominazione - non è il low cost, ma non è nemmeno il collezionismo da migliaia di euro.

Per il Ripasso il rapporto qualità-prezzo è ancora più convincente. In questa fascia di prezzo è complicato fare meglio in modo consistente. Il Campofiorin, in particolare, è uno di quei vini su cui noi torniamo regolarmente proprio perché non delude mai a prescindere dall'annata.

Il Campolongo di Torbe e le etichette da cru meritano un investimento maggiore, e qui il discorso cambia leggermente. Siamo in una zona dove la concorrenza è alta - altri produttori della Valpolicella fanno cru di altissimo livello - e la scelta dipende molto dai gusti personali. Il consiglio è di assaggiare prima di comprare una cassa. Su Svinando trovi spesso bottiglie singole anche delle etichette più pregiate, il che ti permette di testare senza impegnarti su quantità importanti.

In sintesi: Masi non è mai una scelta sbagliata, ma conoscere la gamma ti aiuta a spendere meglio. Il Costasera e il Campofiorin sono i punti d'accesso ideali. Se vuoi salire di livello, il Campolongo ti aspetta - ma assicurati di avere la pazienza per aspettarlo.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra Amarone Costasera e Campolongo di Torbe di Masi?

Il Costasera è la bottiglia d'ingresso nella gamma Amarone di Masi: bilanciata, accessibile, pronta dopo pochi anni dall'annata. Il Campolongo di Torbe è un cru da singolo vigneto, più verticale e minerale, pensato per un lungo invecchiamento. Se sei curioso ma non vuoi aspettare anni, parti dal Costasera.

Il Ripasso di Masi è adatto anche a chi non beve spesso vini strutturati?

Sì, è uno dei punti di forza del Campofiorin e del Brolo. Hanno corpo e complessità, ma non la potenza alcolica dell'Amarone. Sono vini da tavola nel senso più positivo del termine: stanno bene con il cibo di tutti i giorni senza richiedere attenzione particolare.

Quanto tempo prima di cena devo aprire un Amarone di Masi?

Almeno un'ora, meglio un'ora e mezza. L'Amarone è un vino che ha bisogno di ossigenarsi per aprirsi. Una caraffa aiuta molto più di lasciare il vino nel bicchiere a riposare. Per le etichette più strutturate come il Campolongo, anche due ore non fanno male.

Dove posso comprare i vini Masi online a prezzi ragionevoli?

Vino.com e Svinando sono i due riferimenti più comodi. Entrambi hanno solitamente una buona selezione della gamma Masi, comprese annate diverse. Vale la pena confrontare: i prezzi variano tra rivenditori, e su Svinando trovi spesso offerte su confezioni o bottiglie singole di etichette che altrove si trovano solo a cassa.

Masi produce solo vini veneti o anche altro?

No, Masi ha allargato il raggio nel tempo. Hanno tenute in Toscana, in Friuli e anche in Argentina, dove producono Malbec. La gamma veneta - Valpolicella, Amarone, Ripasso - è quella storica e quella su cui la cantina ha costruito la sua reputazione. Le altre produzioni sono interessanti ma vanno valutate separatamente.